Hackbrett © Verband Hackbrett Schweiz

5 strumenti musicali tipici del folklore svizzero

Lo jodel, modo di cantare emblematico che risuona ovunque tra le montagne svizzere, come la fisarmonica o il corno delle Alpi, sono molto conosciuti, ma la musica folkloristica dispone anche di altri strumenti originali. Ecco un breve inventario non esaustivo.

Vari strumenti a corda e a fiato offrono le proprie ricche sonorità alla musica tradizionale svizzera. Alcuni sono tipici di un cantone o di una regione e restano poco noti al di fuori dei confini regionali. Considerati a lungo solo parte del folklore, da qualche tempo l’hackbrett (il salterio a percussione) o lo schwyzerörgeli (la fisarmonica) hanno fatto il loro ingresso al conservatorio e sono richiesti da alcuni compositori come strumenti da concerto. Osserviamo più da vicino cinque di questi sorprendenti strumenti svizzeri.

Häxeschyt © Tabea Hüberli

Il büchel

Tutti conoscono il corno delle Alpi e le sue sonorità profonde che si diffondono a chilometri e chilometri di distanza. Suo cugino, il büchel, tipico della Svizzera centrale, è invece decisamente meno noto. Si tratta di un particolare tipo di corno, anch’esso fabbricato con legno di pino, più corto e svasato, che si suona come una tromba. A differenza del corno delle Alpi infatti non è diritto: il tubo è ripiegato due volte su se stesso. Il suono è più chiaro e acuto di quello del corno alpino e le note possono essere collegate più rapidamente, ma resta uno strumento difficile da gestire. L’altezza del suono per esempio è determinata solo dal modo in cui si appoggiano le labbra sull’imboccatura.

Un büchel storico di 1820 © Museo di storia di Basilea
Un büchel storico di 1820 © Museo di storia di Basilea

L’hexenscheit e altri tipi di cetra

L’hexenscheit, o «häxeschit» in svizzero tedesco, una parola che letteralmente significa «tavola della strega», è uno strumento bernese che appartiene alla famiglia delle cetre. Di fatto è una versione antica e piuttosto semplice di questo strumento musicale dal suono metallico le cui corde vengono pizzicate con le dita. In Svizzera esistono molti tipi di cetre, come la cetra di Glarona o quella di Svitto, e alcune sono finemente intarsiate e decorate. La diffusione nel Paese è attestata da quasi 200 anni. L’hexenscheit ha la forma di un trapezio e si suona di solito tenendolo appoggiato sulle ginocchia o su un tavolo. Le versioni del Toggenburgo e di Kriens invece si impugnano come una chitarra. A Trachselwald, nell’Emmental (Cantone di Berna), un museo interamente dedicato alle cetre ne espone un centinaio di tipi diversi.

L’hexenscheit © Tabea Hüberli
L’hexenscheit © Tabea Hüberli

L’hackbrett (salterio)

Questo strumento, caratterizzato da un timbro unico, è simile al cimbalom, caro alla musica zigana, ma ha dimensioni più ridotte. È tipico dell’Appenzello benché si trovi anche in Vallese. A differenza dell’hexenscheit, le sue corde non vengono pizzicate bensì percosse con due martelletti. Può anche essere suonato a quattro mani da due musicisti che si collocano uno di fronte all’altro. Poiché l’altezza del suono dipende dalla lunghezza delle corde, la cassa di risonanza dell’hackbrett ha una forma trapezoidale. Dei ponticelli dividono le corde in segmenti e permettono di produrre note differenti. La versione dell’Appenzello ha tradizionalmente 25 cori da 5 corde, accordate alla stessa altezza. L’hackbrett vallesano, più piccolo, ne ha meno. Il cimbalom è uno strumento che si incontra in molti Paesi, in particolare in Oriente e nell’Europa dell’Est. Come è arrivato in Svizzera? In un articolo della «Revue musicale suisse» si ipotizza che sia stato introdotto da musicisti provenienti dall’Austria. La prima testimonianza scritta della presenza dell’hackbrett nel Paese risale al 1447, ed è contenuta in un rapporto della polizia zurighese per schiamazzi notturni! Uno dei più antichi salteri svizzeri, datato 1820, si trova al Museo della musica a Basilea.

Uno dei più antichi hackbretts da Svizzera © Museo di storia di Basilea
Uno dei più antichi hackbretts da Svizzera © Museo di storia di Basilea

Percussioni insolite: i cucchiai di legno e il talerschwingen

Con grande capacità inventiva la musica folkloristica svizzera ha fatto uso anche di oggetti della vita quotidiana. È il caso per esempio dei cucchiai di legno o di metallo che servono da percussioni e possono accompagnare un pezzo musicale suonato con la fisarmonica. La tecnica? I due cucchiai, tenuti per il manico, vengono usati per percuotersi ritmicamente la coscia o l’avambraccio. L’uso dei cucchiai di legno è attestato dalla fine del 18° secolo. Più di recente venivano utilizzati però soprattutto cucchiai in metallo e solo dopo gli anni 1970 alcune ricercatrici e ricercatori, come Brigitte Bachmann-Geiser, un’etnologa specializzata nella musica popolare svizzera, hanno osservato il diffondersi di una vera e propria infatuazione per i cucchiai di legno intagliati. Questo strumento improvvisato è tornato insomma molto di moda e può essere acquistato nei negozi di musica o ordinato su misura a un artigiano specializzato. Un altro strumento creato con oggetti della vita quotidiana è il talerschwingen, composto da una moneta da cinque franchi e da una ciotola. La sua prima apparizione risale all’inizio del secolo scorso, nell’Appenzello e nel Toggenburgo. La moneta rotola nel contenitore di ceramica fatto girare lentamente. Per variare l’altezza del suono si usano ciotole di tre diametri diversi e il risultato ricorda i campanacci delle mucche!

Giocatori di Talerschwingen © Roothuus Gonten
Giocatori di Talerschwingen © Roothuus Gonten

Lo schwyzerörgeli, la fisarmonica di Svitto

Il suono di questa piccola fisarmonica è tipico delle melodie del folklore svizzero e della Ländlermusik. È chiamata «schwyzerörgeli» perché è a Svitto che è nata, nel 1886, adattando uno strumento arrivato da Vienna all’inizio del 19° secolo. A sviluppare questa fisarmonica diatonica (detta comunemente organetto) è stato Alois Eichhorn; le note basse e la melodia sono prodotte attraverso i tasti, 18 suonati con la mano sinistra e 31 con la mano destra. Per chi vuole saperne di più, il documentario «Fremdfötzelige Musikanten» («musicisti devianti») realizzato da Roger Bürgler nel 2015 racconta la storia di questo strumento e presenta virtuosi della fisarmonica di Svitto che sfidano le convenzioni!

Fisarmonica di Svitto © Eichhorn
Fisarmonica di Svitto © Eichhorn

 

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